Colonnine Elettriche: progetti futuri contro realtà presente

26 Giugno 2021 Eventi Mondo Automotive, E-Mobility e Car Sharing
Colonnine Elettriche

L’elettrificazione massiva è la strada su cui ormai si sta focalizzando l’industria dell’automobile unitamente alle politiche mondiali atte ad abbattere il livello di emissioni globali.

In quest’ottica, le colonnine elettriche assumo un ruolo essenziale, in quanto diventano il punto di collegamento fra utente finale (ovvero il guidatore) e le infrastrutture che erogano il servizio di ricarica. In quasi ogni città e spesso anche nei paesi più piccoli si iniziano a vedere sempre più postazioni destinate al recharge, ma questa espansione è davvero così capillare?

Economia per il futuro

Nel piano nazionale di ripresa e resilienza 750 milioni di euro verranno essere destinati al miglioramento delle infrastrutture elettriche in tutto il paese. Con questi fondi potranno venir creati circa 21.000 nuovi spazi pubblici per la ricarica, a fronte di una stima di una flotta di veicoli elettrici che dovrebbe toccare quota sei milioni entro il 2030.

Con queste premesse, il processo di elettrificazione sembrerebbe essere tutto in discesa, ma, come vedremo, c’è più di qualche ostacolo che può rendere davvero impegnativo lo sviluppo di questo progetto.

Quante sono le auto elettriche in Italia?

Gli incentivi per i veicoli elettrici hanno giocato un ruolo determinante per l’aumento delle vendite e del numero di unità circolanti, però, ad oggi, comprese le ibride plu-in, si arrivano a sfiorare le 100.000 unità su un totale di 39 milioni e mezzo di auto. Per raggiungere quota 6 milioni entro il 2030 dovrebbero venir immatricolati oltre 600.000 nuovi veicoli elettrici ogni anno.

L’obiettivo non sarebbe tuttavia impossibile da raggiungere, ma a cosa è dovuto questo lento procedere?

I fattori sono principalmente tre.

Il primo e forse il più importante sono i costi: le auto elettriche, rispetto alle versioni termiche, hanno prezzi elevati che, nonostante gli incentivi, scoraggiano parecchi acquirenti.

Il secondo riguarda la mancanza delle infrastrutture. La maggior parte di chi vorrebbe avvicinarsi al mondo full elettric si sente frenata dalla disponibilità di punti di ricarica: desta preoccupazione il pensiero di non trovare la colonnina o di trovarla occupata.

Il terzo, che è direttamente collegato al secondo punto, sono i tempi di ricarica. Sebbene le colonnine super fast garantiscano tempi di sempre più rapidi, la loro dislocazione non è affatto capillare. Se poi però la postazione risulta occupata, salvo non ci siano altre postazioni nella zona, bisognerà inevitabilmente attendere il proprio turno.

Quante sono le colonnine nel nostro paese?

Secondo uno degli ultimi censimenti dei punti di ricarica pubblici, risultano presenti sul territorio italiano circa 20.000 spazi abilitati con la colonnina.

Di questi però, circa il 20% però non è operativo o per motivazioni burocratiche (in alcuni comuni l’iter di attivazione può richiedere mesi se non addirittura anni) oppure perché manca proprio l’allacciamento alla rete elettrica.

A questo 20% poi bisogna si aggiunge anche il fenomeno degli “occupanti abusivi”. Si tratta di quella fetta di persone che, vuoi per necessità urgenti, vuoi per mancanza di altri posti, vuoi per poco senso civico, approfittano, senza avere una vettura elettrica, degli spazi dedicati alla ricarica per posteggiare le proprie auto. Con tutti gli inevitabili disagi che ciò può causare a chi necessita proprio di effettuare una ricarica in quella zona.

Posteggio Abusivo

La fotografia del presente

Dati alla mano, sembra innegabile il fatto che i progetti di elettrificazione massiva per futuro si stiano scontrando con una dura realtà dove vi sono svariati fattori in gioco e nessuno di essi sembra avere una soluzione in tempistiche brevi.

Poi magari, sbloccando solo qualche piccolo ingranaggio, potremo assistere ad un effetto a cascata, tuttavia è ragionevole supporre che ci vorrà ancora qualche anno prima di ottenere una progressione apprezzabile.