Semiconduttori e auto: un legame di crisi

18 Giugno 2021 Eventi Mondo Automotive
Crisi Semiconduttori Auto

Recentemente se ne è sentito parlare molto ma sembra comunque esserci ancora molta confusione a riguardo. La domanda che molto spesso capita di sentire è “Può davvero la carenza di semiconduttori mettere in ginocchio il settore automotive (e non solo)?”. La risposta purtroppo è sì.

Semiconduttori: uno sguardo introduttivo

L’efficientamento delle linee produttive è gradualmente migliorato nel corso degli anni, tendendo a regolarsi in modo tale da avere un magazzino che sia il più contenuto possibile.

A bilancio difatti, il magazzino, e quindi tutto ciò che concerne lo stoccaggio di componenti e merci, è un costo. La sua riduzione ai minimi termini, grazie ad una logistica ben strutturata con i fornitori (il cosiddetto processo “just in time”), è stata la chiave per aumentare la produttività abbattendo le spese.

In questo quadro così ben regolato, un ritardo anche minimo di approvvigionamento di materiale, può, a cascata, portare a rallentare tutti i processi.

Ma se quel componente scarseggia e non è garantito il suo arrivo, come appunto nel caso specifico dei semiconduttori, cosa succede? Il sistema rischia di andare incontro ad una delle peggiori conseguenze: il blocco produttivo.

A cosa servono i semiconduttori?

Sono alla base dei microchip che vengono installati all’interno di tutte le auto per tutta la miriade che funzioni presenti. Si stima che in un singolo veicolo possano arrivare ad essercene fino a 1400: già solo una vettura di media categoria possiede non meno di una ventina di centraline (per infotainment, adas, powertrain, ecc.).

Se viene a mancare uno solo di questi componenti, l’assemblaggio delle restanti parti deve forzatamente fermarsi.

Infotainment Semiconduttori

La causa scatenante la crisi dei semiconduttori

La principale (e forse la più scontata) è stata il Covid 19.

La pandemia ha avuto difatti conseguenze sia dirette che indirette nella reperibilità dei semiconduttori e, sebbene per illustrale al meglio ne daremo due spiegazioni separate, di fatto sono strettamente interconnesse, al punto tale che l’una può essere sia la causa che la conseguenza dell’altra.

La conseguenza diretta più immediata è stata quella del lockdown, in cui ogni attività ha interrotto la propria produzione.

Il lavoro e l’istruzione, e quindi, su più vasta scala, l’economia, non poteva tollerare una battuta d’arresto totale e prolungata. Sono così nati i concetti di didattica a distanza (per l’istruzione) e smart working massivo (per il mondo lavorativo).  

E questo contesto ha portato alla conseguenza indiretta: la richiesta di dispositivi tecnologici, quali tablet o computer è cresciuta esponenzialmente mentre quella per le componentistiche delle auto è rallentata drasticamente perché non si produceva e non si comprava.

Insomma, ciò che veniva prodotto in termini di semiconduttori non è stato più in grado di sopperire alla domanda (le carenze difatti si estendono a svariati settori) e oggi, che il mercato sta cercando di ripartire, il divario fra domanda e offerta rimane considerevole e non di soluzione in tempi rapidi.

Dipendenza Asiatica

Gli investimenti per la costruzione e la gestione di questo tipo di struttura sono molto elevati (nell’ordine dei miliardi di dollari), pertanto il reparto industriale sceglie di sub-appaltare la produzione a chi, di fatto, opera esclusivamente nel settore.

Nel caso specifico, il 70% della produzione di chip dell’automotive, è in carico alla TSMC (Taiwan Semiconductor Manufacturing Company). Questa percentuale, che potrebbe far pensare ad una condizione di leader di mercato, rappresenta di fatto solo il 3% del volume degli ordini totali della TSMC.

Ne risulta quindi che il “potere” dell’industria dell’automobile è molto debole.

Quali saranno le mosse future?

Nel breve periodo non si potranno avere soluzioni efficaci e definitive, tuttavia, questa grave crisi ha aperto delle riflessioni economiche e geopolitiche, in cui come contromossa per evitare essere messi sotto scacco dei colossi asiatici, si punterà nello sviluppo di realtà locali, in modo da scongiurare il ripetersi di questa situazione.