Brexit: il futuro per le auto?

29 Luglio 2016
impatto sul mercato della automobili della brexit

Il “Leave EU” potrebbe segnare un possibile punto di svolta

Fin dal momento in cui il premier dimissionario Cameron ventilò l’idea del referendum, l’Europa e il Regno Unito avevano iniziato a prepararsi al peggio, temendo che l’addio inglese potesse tradursi in conseguenze molto pesanti.
Le case automobilistiche ovviamente non fanno eccezione.
L’auto Made in England difatti veste la livrea nazionale, ma le proprietà sono per lo più straniere. Jaguard Land Rover è indiana, Aston Martin è controllata da Investindustrial, Daimler e un fondo d’investimento del Kuwait, Bentley è della Volkswagen, Rolls Royce della BMW e via discorrendo.
La preoccupazione degli investitori esteri pertanto è concreta e fondata, poiché l’impatto della vittoria del “Leave” fornirà difficilmente degli esiti certi e prevedibili sul tessuto industriale britannico, nonostante tutti i teorici preparativi messi in atto per venire incontro alle problematiche.
Non è da scordare difatti che il 77% della auto prodotte oltremanica viene esportato all’estero e di questo circa il 60% finisce in Europa: numeri questi che si stimano in un giro d’affari pari a circa 24,8 miliardi di sterline (circa 30 miliardi di euro).
Il rischio?
Il rischio sarebbe che l’unione Europea potrebbe, sia per ripicca sia per scoraggiare eventuali futuri possibili “emulatori”, introdurre barriere tariffarie “proibitive”, destinate a far saltare i conti in quel di Londra.
Adesso quindi non rimane altro se non mantenere la linea di molti manager del settore industriale: “no comment, attendiamo lo sviluppo della situazione e poi vedremo”.